PERLE DI SAGGEZZA

 

Ecco delle vere e proprie perle di saggezza sputate fuori da una mente a dir poco geniale:
 
Si ma…nn si va al cinema x vedere il film ma x stare insieme!! Come nn si va in disco x ballare ma x rimorchiare o come nn si va in piscina x nuotare ma x parlare fino a quando il gelo sulle spalle nn ti consiglia di scaldarti con una nuotata!!
Inoltre, nn si va a mignotte x trombare ma bensì x conoscere nuove amiche e magari da cosa nasce cosa…
SEGNATEVI QUESTE MASSIME XKE NN HO INTENZIONE DI RIPETERLE!!
 

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SOCIOLOGIZZATO AL MASSIMO

 
Sono in quel di Pavia e sto scrivendo il consueto post di ogni 26 del mese allacciato clandestinamente a una rete non protetta; ma queste non sono cose da dire in un blog aperto a tutti… :D
Per il resto cos’altro ho da dire…tanto e niente, direi. Nel senso che in questi ultimi trenta giorni sono successe un bel po’ di cose, ma non so se val la penadi raccontarle o semplicemente non so se ne ho la voglia…
Eh sì...ultimamente mi sono fatto un bel po’ pigro… XD
 
Bhe, cmq… Cominciamo da martedì scorso, 18 novembre: il giorno dell’esame di Sociologia. Molto schematicamente: sveglia alle…mmm…7:30 se non ricordo male, colazione con latte col Nesquik, mi vesto, bagno… [...] …e alle 8:30 (sempre se non ricordo male) appuntamento con Mirella a metà di viale Cavour e con Manuela davanti all’Uni. Andiamo insieme al bar dell’Uni a fare quella che per me sarebbe stata la mia seconda colazione cioccolatosa nel giro di un’ora con una bella cioccolata calda. Poi ci dirigiamo tutti e tre al San Tommaso e saliamo fino all’atrio dell’aula L1, dove già c’erano dei compagni in attesa per il secondo turno dell’esame (io ero al terzo); mentre altri erano già dentro alle prese con i problemi e i controproblemi sociologici ed esistenziali dell’uomo. Mentre ci raggiungono Angela, Marzia, Oriana,…ecc ecc, dall’aula cominciano ad uscire i primi reduci dell’esame; e da lì le prime informazioni e le prime domande spifferate. Dicevano che c’erano 6 compiti diversi: 12 domande a risposta multipla (cioè delle banalissime crocette) e 2 domande a risposta aperta. Tutto come nelle previsioni. Alcune delle domande aperte vertevano sul concetto di etnia, sulle cinque agenzie della socializzazione, sulle tre grandi rivoluzioni… Mha, stiamo a vedere…intanto davanti a me ci sono ancora 2 ore. E queste 2 ore passano mooooolto lentamente, tanto che io, seppur diligente non fumatore, ho deciso di trescorrere 10 freddolosissimi minuti appoggiato alla ringhiera che delimita il monumento della piazza del Lino con una snervante sigaretta in bocca.
Arrivano le 11:00 (anzi, con qualche minuto di anticipo) e quindi il mio turno. Ci disponiamo in sei sulla stessa fila: Monica, Erika, Io, Oriana e Angela. Dossoni viene per consegnarci i compiti: ho per le mani il compito A, il più facile, ma non me ne accorgo e lo faccio passare…tapino e misero cornuto che non sono altro  …  Cmq…Oriana subito mi fa:<<Mi è capitata la domanda sulla religione..non so un cazzo! Facciamo cambio?>> Io allora leggo frettolosamente le due domande aperte del mio compito e, intravvedendo termini terribili come tre rivoluzioni o classi sociali nelle società moderne – schemi di classificazione – Goldthorpe – Labini, non mi faccio scappare l’opportunità: ci scambiamo velocemente i fogli e scriviamo i nostri nomi sull’intestazione. Il mio compito era sicuramente più facile di quello che ho abbandonato; non ricordo le domande a crocette, ma quelle a risposta multipla riguardavano le interpretazioni sociologiche della religione e le conseguenze sociali della globalizzazione. Decisamente più fattibile.
Da quel momento in poi ricordo poche cose…forse per la concentrazione. Qualche suggerimento quà e là -dato e ricevuto-, qualcuno che faceva il compito con il quaderno aperto [non faccio nomi dato che i risultati dell'esame non sono ancora arrivati. hehe ...Non si sa mai :D ], il prof che ogni tanto girava e si fermava da qualcun altro/a [niente nomi anche in questo caso] aiutadolo/a dandogli/le praticamente le risposte. La cosa più nitida che mi è rimasta in mente è che Dossoni, poco prima di cominciare, ha detto che per rinfrancarci dalla fatica di quello che (per molti i noi) sarebbe stato il primo esame universitario ci avrebbe offerto un caffè o un cappuccino; ci sarebbe bastato andare al bar dell’Uni e dire:<<CIM>> e ordinare.
Le due ore sono passate velocemente e il compito l’ho completato tutto…magari non in maniera perfetta, ma l’ho completato. Sono ottimista. Usciamo dall’aula, ci salutiamo e ci separiamo ognuno per la propria strada. La mia e quella di Angela è stata comune; mica scemi noi…non ci siamo certo fatti scappare un’ordinazione gratis!!!…hahaha :-)   Perciò siamo andati al bar, ci siamo appoggiati al bancone e abbiamo gridato:<<CIM!!!!>> E la bar-woman:<<Caffè o cappuccino?>> haha. A me non piaceva nessuno dei due, mi sono fatto forza mettendo tre cucchiaini di zucchero nel mio cappuccino…bleah. Ma un cappuccino gratis offerto dal prof non capita tutti i giorni… :d!
 
Per il resto, sono ancora in attesa dei risultati, che dovrebbero arrivare domani o venerdì. Come ho già detto, sono ottimista; poi chissà…
Intanto sono alle prese col nuovo trimestre e due nuove materie: Sociologia dei processi culturali (sempre con Dossoni) ed Economia politica. Inoltre devo preparare l’esame di Semiotica che dovrò dare a gennaio. Ma pare che in questo primo appello Jachìa stia dando 30 e lode e voti alti a manetta…!
…Incoraggiante… XD
 
                                                                          – To be continued -
 
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L’ONDA CRESCE E NON SI FERMA

 

 

 

"L’onda cresce e non si ferma" E’ uno dei principali slogan di questi giorni di protesta.
Una protesta che ieri ha portato a manifestare a Roma un milione di persone [non crederò mai al riduttivo 100 mila dello pseudoministro Maroni; c'era veramente troppa gente per essere così pochi. Considerando anche che molti non sono riusciti a raggiungere la piazza essendo bloccati nel traffico...] e tantissime altre in tutte le città d’Italia: da Palermo a Vigevano, da Bologna a Voghera e così via…
Io ho partecipato al corteo di Pavia insieme ai miei colleghi d’università e non solo; infatti sono scesi in piazza anche gli studenti elementari, medi e superiori, le mamme, i papà, maestri, professori scolastici e universitari, ricercatori e bidelli. Il corteo è durato più o meno tre ore e il centro storico è stato attraversato da 10.000 persone che cantavano, ballavano, facevano musica, gridavano…insomma protestavano in maniera pacifica contro una legge che nei prossimi anni ridurrà l’Italia un paese ancor più lobbista, privato e acculturato di quanto già sia. Le persone si affacciavano alla finestra di casa o uscivano dai loro negozi ad applaudire (eccetto una regazza testa di minchia che faceva il saluto fascista e che è stata costretta a rincasare dai fischi); sotto il coro "se ci bloccate il futuro noi blocchiamo la città" abbiamo occupato viale della Libertà in entrambi i sensi di marcia pacificamente  "sfondando" il debole blocco dei carabinieri che cercavano di tutelare almeno gli automobilisti che scendevano verso il Ticino, i quali, però, sodalizzavano con noi suonando divertiti i calcson su nostro incitamento. Subito dopo abbiamo occupato anche piazza della Minerva; ci siamo seduti tutti per terra bloccando il traffico e gli autobus e le macchine che erano rimaste incastrate all’interno della massa.
D’altronde io sono daccordissimo. Se il governo ci toglie il futuro, noi siamo costretti a creare pesantissimi, ma legittimi, disagi sociali come l’occupazione delle stazioni, dei binari, delle strade, delle scuole, delle università, ecc…
Alle manifestazioni di ieri sono mancati soltanto i rettori (tranne in pochi casi); mai io credo che i rettori siano i primi a dovere scendere in piazza, a sospendere le lezioni e a concedere occupazioni autorizzate degli atenei. Invece niente…
Intanto in Uni si stanno formando i primi movimenti di facoltà. Noi di CIM abbiamo fatto un paio di riunioni informali (ne seguiranno delle altre), a cui abbiamo partecipato solo in pochi (una decina fin’ora). Noi pochi ma buoni abbiamo buttato giù un po’ di idee da portare avanti, come creare blog e siti internet, volantinaggio, lezioni in piazza, ma anche forme di protesta creativa, quali leaving theatre e sculture di carta pesta. Il tutto per coinvolgere la città, ma non solo; infatti il 15 novembre la pseudoministra Gelmini verrà a Pavia (o almeno dovrebbe…capace che scappi con la coda tra le gambe come ha fatto a Torino) e sarebbe bello farle trovare qualche bella sorpresa. Ovviamente pacifica, artistica e simbolica -per carità- ma significativa e di forte impatto. Per ora preferisco non parlare troppo di questi progetti, che sono ancora in fase di progettazione, ma una proposta carina è stata quella di "dare uno strappo" alla Gelmini al Colleggio Borromeo [dove si terrà la sua conferenza o non so che cosa] in limusine, affittandola mettendo un euro a testa.
Io ho voluto lanciare un’idea, che per me sarebbe molto importante da realizzare. In questi giorni il governo parla di manifestazioni partitiche e strumentalizzate dalla sinistra; questo non è assolutamente vero. Infatti ci sono molti elettori di destra e centro-destra che sono contrari alla controriforma Gelmini-Tremonti e che scendono in piazza a protestare; il fatto è che in piazza si vedono solo bandiere di un colore e questo aiuta il governo a dire le sue solite stronzate. Quindi, riterrei utile stringere una sorta di "alleanza" con tutta la gente di destra che si schiera contro la controriforma dell’istruzione e li inviterei a comunicare in forma pubblica qual’è stato il loro voto alle ultime elezioni e quali sono le loro ideologie. Questa è una lotta apartitica che riguarda il futuro di tutti; ma se c’è qualcuno che la vuole far diventare una "rivoluzione rossa"…allora no! Bisogna far capire che in piazza non ci scendono solo i rossi.
Un’ultima cosa… Vorrei condividere con i ragazzi di Azione Universitaria il disprezzo nei confronti dei cosiddetti "baroni", delle clientele e degli sprechi nelle università italiane. Il fronte, su questo tema, è comune; solo che la controriforma Gelmini-Tremonti non si oppone in nessun modo a ciò, ma taglia sconsideratamete i fondi all’università, alla ricerca e alla scuola.
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PAVIA: 1° MESE

E’ passato il mio primo mese da studente pavese.         

Diciamo che come inizio non è stato neanche malaccio; certo, questa vita è faticosa e i primi giorni è stata particolarmente dura –e anche ora cmq lo è-, ma per fortuna sto cominciando ad ambientarmi.  In Uni sto cominciando a conoscere un po’ di persone e le lezioni, in linea generale,  sono abbastanza interessanti. Bè, ovviamente non tutte… Sociologia è veramente molto bella e il prof è uno molto in gamba, Comunicazione Politica è senz’altro interessante e Spagnolo è una bella lingua abbastanza comprensibile. Un discorso a parte va fatto per Semiotica, veramente da bucarsi le vene, e Inglese. Ecco, per le lezioni di inglese va fatto un discorso a parte; non è tanto per la lingua, che già di mio non amo, ma per il professore. Baldry è un tipo veramente fuori di testa. La prima lezione si presenta facendoci vedere un film di Mr. Bean, e fin qui, va bè… il giorno successivo però, venerdì mattina, nel bel mezzo della lezione comincia a sclerare in tutti i sensi. Disturbato da un leggero brusio di sottofondo si mette a intimarci con toni poco amichevoli di stare zitti, minacciando inoltre di sospendere la lezione. Siccome dopo un po’ di avvertimenti il parlottare non si fermava, ha fermato la lezione e se né uscito dall’aula tutto incazzato tra le risa di tutti; è tornato dopo pochi minuti minacciando di dimettersi e di chiamare i carabinieri, se continuavamo in quel modo.  Un po’ esagerato direi… hihi   :D

Le due ore del giovedì successivo filano lisce, ma è di nuovo di venerdì che il prof Giapunto  (soprannominato così perché continua a ripetere quell’inesistente parola ) dà il meglio di sé.  La lezione in Aula del 400 non è ancora cominciata, il prof arriva infatti con un buon quarto d’ora di ritardo… Appena arrivato,  Baldry attraversa tutta la classe e, voltando le spalle agli studenti, si mette a sistemare sulla cattedra il computer e il suo materiale. Capisco ancora ancora che nel bel mezzo della lezione possa dar fastidio, ma quando la lezione non è ancora cominciata è normale che si chiacchieri un po’… e invece no! Lui vuole il silenzio assoluto! Sempre voltato di spalle, ha cominciato ad urlare nel microfono le stesse minacce della settimana precedente; tanto che, dopo un paio di minuti passati ad imprecare contro di noi, è stato “costretto” ad uscire…hahahaha…  e già qualcuno cominciava ad andarsene.  Rientrato in aula dopo la sua passeggiata snervante, ha cominciato a darci degli stupidi e degli imbecilli e a minacciarci di bocciarci tutti all’esame (per la precisione di darci 16…hihi) e addirittura di mandarci all’ospedale … Appena si è girato verso la cattedra, dall’aula è partito un ironico ooooooooooooo generale. Ovviamente ha preso e se né andato. Così come ho fatto io e circa metà degli studenti presenti.  Chi era fuori e che aveva parzialmente partecipato alla sceneggiata, è rimasto decisamente basito quando ha saputo che le urla che si sentivano fino in cortile e quel buffo ometto che ogni tanto se ne usciva trotterellando era il professore… E intanto, sino fino all’ingresso dell’università si sentiva il prof gridare dentro il microfo.

Hihihi Senza parole…. J

Cambiamo discorso.

A casa la convivenza con Alvaro e Carlos va, fino adesso, a gonfie vele. Riusciamo a comunicare abbastanza bene e ogni tanto cerchiamo di organizzare qualcosa insieme.  Almeno una volta a settimana cerchiamo di mangiare insieme e magari anche con dei loro amici; a volte cucinano loro, a volte io. Bè…insomma…Non è proprio la cucina degna di un ristorante di lusso,  ma ci arrangiamo… :>

Per il resto oltre una partita di calcetto con altri studenti erasmus dalle nazionalità più svariate, ho avuto il “piacere”, per così dire (J), di trascorrere una serata made in Espaňa a casa di ragazzi e ragazze spagnole. Mamma mia, ma quanto bevono! Cercavano di farmi ubriacare in tutti i modi!!! Hahahaha

Avrei ancora un po’ di cose da raccontare; però preferisco tagliare qui il discorso, anche perchè non ho molto tempo a disposizione. Dopo pranzo devo appunto tornare a Pavia e intanto vorrei anche studiare un po’…

Aspettando il prossimo mese, e sperando di avere al più presto una connessione internet a disposizione anche nella casa di Pavia, mi "godo" il mio bel raffreddore…

                                                                                                                                                                                         €0ntinv@

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…PEDALARE E CAZZI MIEI…

 
Sono finalmente passati i miei primi quattro giorni pavesi.
A tutti quelli che mi hanno chiesto:"Com’è andata la nuova vita?" ho risposto:"Sono sopravvissuto…". Si certo, è un’espressione un po’ esagerata, ma comunque non del tutto fuori luogo. Mi sono cimentato di colpo in una situazione di vita a me quasi sconosciuta; mi sono ritrovato improvvisamente da solo a gestire diverse situazioni a cui non ero abituato. Era da un po’ di mesi ormai che non seguivo più lezioni e al primo impatto ho avuto un po’ di difficoltà ad alzarmi presto, andare in Uni, seguire la spiegazione e prendere appunti. Per non parlare poi di tutto il resto! Cucinare, lavare piatti e padelle, pulire la casa, rifarmi il letto, buttare la spazzatura,…Cazzo, in soli quattro giorni sono diventato un perfetto casalingo…hehe :D
Poi bè, certo…la solitudine, gli amici, la lontananza da casa, la mancanza di ogni tipo di comodità familiare, la sporcizia che c’è in casa [ma quant'è che non ci entra anima viva là dentro...?], l’andare sempre in giro a piedi e da solo, il vivere in una città che non sento mia… Oltre alla difficoltà di comunicazione con Alvaro e Carlos, i miei coinquilini spagnoli che capiscono poco e niente di italiano (come io d’altronde non capisco niente di spagnolo)… Effettivamente qualche difficoltà in questi giorni l’ho incontrata e dovrò comunque ricordarmi sempre che questo stile di vita me lo sono scelto io e che dovrò mantenerlo almeno per un anno. Ma col tempo sono sicuro che mi abituerò e che riuscirò ad ambientarmi più che bene all’ambiente pavese facendo un bel po’ di amicizie e conoscenze. D’altronde andare a vivere da solo è ciò che volevo da almeno due anni e ora che ci sono dentro…insomma, come si dice in questi casi: "vuoi la bicicletta e poi: pedalare e cazzi tuoi…" :>
 
Poi, per quanto riguarda il discorso universitario, posso dire che finora è andato tutto abbastanza bene.
La sede centrale in Strada Nuova è a dieci minuti da casa mia, poi per le altre sedi -San Tommaso, via Luino e colleggi vari- si tratterebbe solo di allungare il percorso di qualche minuto.
Martedì, il primo giorno, alle prime due ore non avevo che l’imbarazzo della scelta. In Aula Magna c’era l’incontro di benvenuto alle matricole CIM, mentre in Aula Disegno la prima lezione di Comunicazione Politica (del II anno). Più che perdermi in chiacchiere ho preferito andare ad assistere alla lezione che, però, avevano spostato di sede. Infatti in Aula Disegno c’era lo spazio dedicato a chi si doveva immatricolare…e perciò non sapevo dove andare, visto che sul sito non avevano detto niente. Per fortuna riesco ad aggregarmi ad un gruppo di ragazze con il mio stesso problema e siamo riusciti ad arrivare a lezione; un po’ distante e nascosta, insomma…in via San Martino al colleggio Santa Caterina.
Poi, due ore dopo si ripresenta lo stesso problema… Devo andare in Aula Didattica Polo Centrale (ADPC) per la lezione di inglese. Certo, in portineria mi avevano detto che è nel cortile del bar… E dopo essere riuscito a trovare questo benedetto cortile, rimane il problema: dov’è questa cazzo di aula? Ho la fortuna di chiedere informazioni a due ragazze che stavano intraprendendo la mia stessa difficile ricerca; infatti erano anche loro due matricole CIM! Per fortuna, con l’aiuto di sei occhi anzi che due, riusciamo a trovare questa stramaledetta [e piccolissima]ADPC, dove dentro c’era il prof e altri compagni e compagne di corso. Iniziata la lezione, l’unica frase che ho capito è stata:"My name is Michael"; infatti quel tizio, che alla fine non era Il professore ma l’assistente, ha tenuto tutta la lezione in inglese… SCLEROOOOO!!!!!!!! Non ci ho capito veramente un beato cazzo! Bè, insomma… si sa come sono messo io con le lingue straniere…hihi X> Per fortuna che almeno in questa prima lezione non ha detto niente di particolarmente importante: ha spiegato il programma, ci ha fatti registrare al sito del centro linguistico dell’università (ma io non sono riuscito…sob…) e poi ci ha illustrato un paio di tesine scritte su power point (una sull’Esselunga e una sulle università di Bergamo, Monaco di Baviera e Hon Kong) per farci capire come dovremo impostare le nostre per l’esame. Comunque c’è di buono che in questa lezione sono riuscito a dialogare con più gente; essendo in quell’auletta tutti delle matricole sole e disperate, c’è stato più spirito di gruppo ed è stato più facile conoscersi. Mentre per le lezioni del secondo anno credo che avrò qualche difficoltà in più…
 
———- ° ———-
 
Per il resto, per dare qualche altra notizia di cronaca personale…questa mattina in ospedale mi hanno finalmente tolto quei fastidiosissimi punti che avevo in bocca da sabato scorso, quando mi hanno estratto il dente; e, notizia ancor più grandiosa, è arrivata la nuova tv!!! Schermo enorme, piatto e con digitale terrestre incorporato!!!!
mmm
Peccato che me la godrò poco essendo tutta la settimana a Pavia…
Sigh…
 
                                                                                                                                  [€ontinua]
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THE NEW ADVENTURE

 
PAVIA. 29/09/08
ORE 17:44
Comincia la nuova avventura…
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DESTINAZIONE PURGATORIO

 
E’ iniziata esattamente un anno fa la mia (per così dire) "carriera universitaria"; con la lezione introduttiva di Storia del Teatro e dello Spettacolo del prof Bosisio.
E’ da quel 26 settembre 2007 che ogni 26 del mese mi prendo l’impegno di aggiornare questo blog per fare il punto della situazione (o semplicemente per dire qualche cagata e far spuntare la stellina accanto al mio contatto).
Da un anno a questa parte sono cambiate un bel po’ di cose, soprattutto in ambito universitario.
Ho dato la "bellezza" [il termine "bellezza" è usato in modo molto sarcastico] di 5 esami, per un totale di 33 crediti e una media del 22 virgola qualcosa. Bisogna stare a vedere quanto potranno essere utili questi esami, poichè sono in fase di trasferimento di facoltà ed ateneo. Vado a Pavia a studiare Scienze della Comunicazione; e poichè ho totalizzato lo scorso anno almeno 20 crediti sarò ammesso al secondo anno, ma dovrò giustamente recuperare gli esami mancanti. Ciò significa che ricomincerò da capo, dal primo anno, cercando di dare da non frequentante qualche materia del secondo.
Questa volta spero proprio di avere fatto la scelta giusta. Io non ho mai avuto le idee chiare sul mio futuro e ultimamente mi è spesso capitato di fare scelte troppo affrettate che si sono poi rilevate degli errori. Speriamo perciò che sia la volta buona…
Ovviamente quest’anno dovrò veramente farmi il culo per recuperare al più presto il tempo perso e cercare di laurearmi in breve tempo e soprattutto con un buon punteggio. Ovviamente non sarà facile (quando si studia non è mai facile) e ci sarà da sudare; ci saranno materie che studierò più volentieri (come ad esempio Comunicazione Politica, che mi ispira molto) e altre che mi faranno impazzire (come le lingue straniere, per le quali sono completamente negato; ma cercherò di imparare).
Comunque sia, l’Univerità di Pavia è molto qualificata e la facoltà a cui mi sto trasferendo mi sembra ben organizzata e con molti sbocchi professionali. Poi certo, tutto dipende da me; sarò io che dovrò essere in grado di farmi apprezzare e di costruire qualcosa di importante.
 
Un altro forte cambiamento riguarda la mia, per così dire…, residenza: mi trasferisco a Pavia, per una questione di comodità e vicinanza all’università e per cercare di dare una "scossa" alla mia vita (non voglio fossilizzarmi nella cara piccola Corsico).
Ho scelto l’appartamento in cui andare ad abitare; andrò in Galleria Manzoni, a due passi dalle stazioni dei treni e dei pullman e a una decina di minuti dall’università e dal centro storico. Avrò la mia stanzetta, con inclusa la tv [dopo tre mesi che non ne guardo, non posso proprio farne a meno... :D ]; mentre il resto della casa: atrio, bagno, cucina e terrazzino (che in inverno immagino sarà inutilizzabile…), sono in comune con altri due studenti, due ragazzi stranieri venuti in italia per l’erasmus.
Sono già daccordo con il padrone di casa: oggi pomeriggio vado a prendere le chiavi e mettermi daccordo per le pratiche da sbrigare per la firma del contratto; poi, se tutto va bene, intendo trasferirmi già da domenica, poichè lunedì iniziano le lezioni.
Anche in questo caso valgono gli stessi discorsi accennati prima: non ho mai vissuto da solo e lontano da casa, non sarà facile, spero di cavarmela, spero di trovarmi bene con i coinquilini, spero di non impazzire…ecc ecc
Ovviamente non è niente di irreversibile. Mal che vada so già che è possibile sciogliere l’accordo del contratto e tornarmene a casa a fare il pendolare.
Non dico che ce la farò per forza; magari fallirò… Però se i problemi e le difficoltà non si affrontano, non si riuscirà mai a superarli. Bisogna osare per andare avanti, per crescere e per cercare di costruirsi un futuro.
 
Perciò, sperando di riuscire ad aggiornare costantemente il mio caro blogghettino, mi cimento in quest’avventura; in quest’esperienza di vita che sicuramente avrà tanti alti e bassi ma che spero possa essere positiva e che alla fine io possa dire:"Ho fatto bene!".
Frase che, ora come ora, ovviamente non posso pronunciare. Mi cimento in un modo di vivere per me tutto nuovo, pieno di dubbi ed incertezze. Per questo, rifacendomi in parte ad una canzone di Gianluca Grignani, mi sento diretto verso una destinazione purgatorio. Nè paradiso nè inferno, nè bene nè male. Una via di mezzo.
 
Buona vita a tutti* e a presto…
                                                                   
                                                                                   …CONTINUA…
 
                                                                                                                           
*[questa te la rubo, Chri... , non ti offendere ]
 
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